|
NOI
Chi siamo noi? Ognuno ha di sé una percezione, che può anche
variare nel tempo, ma di poco, in genere. Se si vive
abbastanza a lungo, si ha la possibilità di riflettere sulle
cose della vita, di analizzarsi, anche se, spesso, troppo
tardi per intervenire e correggere la rotta. Ammesso che una
rotta esista e sia praticabile, ma questa è un'altra storia.
Noi ci ritroveremo a Columbus.Noi tutti che crediamo di non
credere. Noi che nella parola credere vediamo solo il
tentativo di qualcuno - chissà chi, dove e quando. Qualcuno
che, all'atto di intravedere una persona, un fenomeno o un
pensiero scaturito da sé, ha emesso un suono, formato un
concetto, e da lì è partito per costruirsi una cosiddetta
vita, su questo pianeta bello e amaro, dove conta più
quello che non esiste di quello che accade. O, se
preferiamo, più quello che immaginiamo di quello che
capita.
Loro erano contro
Mahatma Ghandi alla colonizzazione
Albert Einstein alla guerra
Pablo Picasso ad ogni limitazione della libertà
Rodolfo Valentino a rimanere nella mediocrità
Totò alla poverta cui sembrava condannato
Simone de Beauvoir alle donne che si piangono addosso
Madre Teresa all'inerzia
Frank Sinatra all'emarginazione dalla società americana di un
piccolo italiano
JFK al razzismo, da bianco
Evita Peron alle umiliazioni che subisce un figlio
"irregolare"
Simone Signoret all'ignoranza
Malcom X alla malasorte che colpisce un bambino
Marylin a subire una vita nata sbagliata
Che Guevara allo sfruttamento
James Dean a stare fermo
Elvis Presley alla musica che ti addormenta i sensi anziché
svegliarteli
John Lennon alle religioni e ai confini che dividono
Jim Morrison al destino che mamma e papà hanno deciso per te
John Belushi al sistema
Thomas Sankara ad un'Africa condannata
Lady Diana a soffocare i sentimenti.
E i loro traghettatori, Enzo Tortora e Fausto Coppi, perché
furono perseguitati e negletti dalla loro patria? Sfidarono
qualcosa o qualcuno di così grande da ricevere un
trattamento peggiore di quello riservato a un criminale?
Forse ognuno di loro è finito vittima di ciò che detestava,
ma ha lottato. Siamo tutti contro qualcosa, anche se non ce
lo confessiamo. Il nostro motore ci porta inevitabilmente a
scegliere una direzione, anche se il mondo la devia. Lì
torniamo sempre e lo sappiamo. Siamo dei terroristi della
vita e loro lo sono stati di più. Perché ci hanno
sconvolto, ammaliato, fatto parlare, riflettere e hanno
cambiato qualche destino.
E tu che gentilmente hai letto, grazie per aver visitato
Columbus.
FINE
|